Domani alle 21 l’ antica trattoria «Da Sica» festeggerà il restyling appena ultimato con una serata nello storico locale di via Bernini 17, sotto la nuova insegna «Antica Cantina di Sica» diretta da Ciro Felleca.L’osteria del Vomero, inalterata nella struttura architettonica, che da oltre 70 anni ne fa un piccolo tempio della cucina napoletana, si presenta con una raffinata ristrutturazione, che ha reso più calda l’ atmosfera del vecchio disadorno stanzone nostalgicamente négligé e ricordo di un passato bohemienne che ha visto seduti ai tavoli De Filippo, Guttuso, Viviani, Alicata e Casella.Era il 10 maggio 1936 quando Antonio Sica aprì la sua bottiglieria-trattoria in via Bernini. La fama della cucina di Sica si diffuse rapidamente. Davanti ad una minestra di «spollichini» ed una caraffa di buon vino di Lettere si ritrovarono Libero Bovio, Vasco Petrolini e Alfonso Gatto. Memorabile il banchetto organizzato nel 1938 da Sica in onore di Tommaso Marinetti al quale parteciparono Casciaro, Guardascione e Cangiullo.Da Sica ci si ritrovava per la cucina genuina (ziti alla genovese, mezzanelli allardiati, braciole alla napoletana, tortano, casatiello e fragaglie) ma anche per parlare di letteratura, di pittura, di politica, Luigi Compagnone che qui amava ritrovarsi con l’ amico pittore Paolo Ricci e con Mimì Rea, nel libro le «Radiose giornate» definì affettuosamente la trattoria, «il ciardiniello».Per la vicinanza con via Toma (al civico 3, una palazzina liberty ospitava il cosiddetto «palazzo dei comunisti») da Sica si davano appuntamento Maurizio Valenzi, Massimo Caprara e Giorgio Napolitano. Anche prestigiosi ospiti stranieri apprezzarono il celebre «gattò» di Sica.Due per tutti Pablo Neruda e Evucenko. Fin qui il passato. La recente storia, lascia invariata la tradizione.I tavoli della «Antica Cantina di Sica», ieri come oggi, ospitano artisti ed intellettuali italiani e stranieri.
